Guida sul Consiglio d’Istituto

Sommario

IL CONSIGLIO D’ISTITUTO

Cos’è il Consiglio di Istituto?

Cosa fa il Consiglio di Istituto?

Cos’è la Giunta esecutiva?

Cosa fa la Giunta esecutiva?

Cos’è e cosa fa una Commissione?

Come si diventa Presidente del Consiglio d’Istituto?

Che cosa fa il Presidente del Consiglio d’Istituto?

Qual è il ruolo dei vari componenti del C.d.I.?

Scadenze importanti e temi particolari

Regolamento C.d.I.

PICCOLO VOCABOLARIO

ALCUNI CONSIGLI PER PRESIDENTI NEOELETTI (O ASPIRANTI TALI)

NORME DI RIFERIMENTO

FONTI

LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI SUL CONSIGLIO DI ISTITUTO

ELEZIONI PER IL RINNOVO DEL CONSIGLIO DI ISTITUTO

Commissione elettorale

Liste

Propaganda elettorale

Voto e scrutinio

Attribuzione dei voti

Contestazioni

Convocazione primo Consiglio

Normativa di riferimento

Prospetto delle scadenze dei principali adempimenti

IL CONSIGLIO D’ISTITUTO

Cos’è il Consiglio di Istituto?

Il C.d.I. è l’organo di indirizzo e di gestione degli aspetti economici e organizzativi
generali della scuola. In esso sono rappresentate tutte le componenti dell’Istituto, docenti, genitori (nelle Scuole Superiori anche gli studenti) e il personale non docente, con un numero di rappresentanti variabile a seconda delle
dimensioni della scuola.
Negli Istituti come il nostro, con popolazione scolastica inferiore a 500 alunni, i componenti sono 14:
– sei rappresentanti del personale docente
– un rappresentante del personale A.T.A.
– sei rappresentanti dei genitori
Il Dirigente scolastico è membro di diritto del C.d.I. che, secondo l’attuale normativa, è presieduto da un genitore e si rinnova con cadenza triennale tramite ELEZIONI
Negli Istituti con oltre 500 alunni i componenti sono 19, con la rappresentanza di Docenti e Genitori che passa a otto, e a 2 di Personale A.T.A.
Come detto, Nelle Scuole Superiori sono rappresentati anche gli studenti, che lasciano tuttavia inalterato il numero complessivo dei consiglieri in quanto vanno a sostituire la metà della componente Genitori (3 sotto ai 500 e 4 sopra a tale quota).

Cosa fa il Consiglio di Istituto?

Le attribuzioni del Consiglio sono descritte dal Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n.° 297 “Testo Unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione relative alle scuole di
ogni ordine e grado” (art. 10). In particolare il C.d.I.:
a) Elabora e adotta gli indirizzi generali e determina le forme di autofinanziamento
b) Delibera il PROGRAMMA ANNUALE, ex bilancio, e il conto consuntivo; stabilisce
come impiegare i mezzi finanziari per il funzionamento amministrativo e didattico
c) Delibera in merito all’adozione e alle modifiche del Regolamento interno
d) Stabilisce i criteri generali in merito a:
– acquisto, rinnovo e conservazione delle attrezzature tecnico-scientifiche, dei sussidi didattici (audio-televisivi, libri) e di tutti i materiali necessari alla vita della scuola;
– attività negoziale del Dirigente Scolastico (contratti, convenzioni, utilizzo locali scolastici da parte di Enti o Associazioni esterne, assegnazione di borse di studio);
– partecipazione dell’istituto ad attività culturali, sportive e ricreative, nonché allo svolgimento di iniziative assistenziali;
– organizzazione e programmazione della vita e dell’attività della scuola, comprese le attività para/inter/extrascolatiche (calendario scolastico, programmazione educativa, corsi di recupero, visite e viaggi di istruzione, ecc.), nei limiti delle disponibilità di bilancio;
e) Definisce gli INDIRIZZI GENERALI DEL POF elaborato dal Collegio Docenti
(DPR 275/99);
f) ADOTTA il P.O.F.
g) Indica i criteri generali relativi alla formazione delle classi, all’assegnazione dei singoli docenti alle classi (D.Lgs. 59/03 Art. 7 comma 7) e al coordinamento organizzativo dei consigli di classe
h) Stabilisce i criteri per l’espletamento dei servizi amministrativi (orari di sportello, tempi di
risposta per documenti, ecc.) ed esercita le competenze in materia di uso delle attrezzature e
degli edifici scolastici.
Il C.d.I. nella sua prima seduta, elegge, tra i suoi membri, una Giunta Esecutiva.
Su tematiche particolarmente complesse è possibile costituire una Commissione Mista.

Cos’è la Giunta esecutiva?

È un organo esecutivo: tra i suoi compiti vi è, ad esempio, quello di controllare la corretta
applicazione delle delibere del C.d.I.; inoltre, deve essere bene informata sulle esigenze della scuola
e saperne recepire le varie istanze, ponendosi sempre al servizio del Consiglio.
La Giunta viene rinnovata, come il C.d.I., ogni tre anni tramite elezioni e negli istituti di istruzione
secondaria superiore è composta da: un genitore, uno studente, un insegnante, un rappresentante del
personale A.T.A. Sono membri di diritto della Giunta il Dirigente Scolastico, che la presiede in
rappresentanza dell’istituto, e il Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi (D.S.G.A.), che
svolge anche funzioni di segretario della Giunta.
È possibile invitare alla Giunta Esecutiva il Presidente del Consiglio d’Istituto, formalmente come
uditore.

Cosa fa la Giunta esecutiva?

Predispone il programma annuale e il conto consuntivo, prepara i lavori del Consiglio di
Istituto, esprime pareri e proposte di delibera, cura l’esecuzione delle delibere, propone al C.d.I. il
programma delle attività finanziarie allegando un’apposita relazione e il parere di regolarità
contabile del Collegio dei Revisori, predispone il materiale necessario alla corretta informazione dei
Consiglieri.
Può avere competenze riguardo i provvedimenti disciplinari a carico degli alunni: le deliberazioni
sono adottate su proposta del rispettivo Consiglio di classe, secondo procedure definite dal
Regolamento.
La Giunta predispone l’O.d.G. del Consiglio tenendo conto delle proposte formulate dal Presidente,
dai singoli Consiglieri, dai Consigli di Classe, dal Collegio dei Docenti e dalle Assemblee dei
Genitori.
Rispetto alle proposte della Giunta, organo esecutivo, il Consiglio, organo deliberante, ha
comunque il diritto di iniziativa, ovvero la possibilità di deliberare in modo diverso rispetto alle
proposte fatte dalla Giunta.

Cos’è e cosa fa una Commissione?

Su tematiche particolarmente complesse, dove risultasse necessario o utile sviluppare momenti di confronto, lavoro comune, indagine e ricerca, analisi e proposte, il C.d.I. può costituire gruppi di lavoro con un preciso mandato. Laddove possibile, è opportuno cercare di formare Commissioni miste, composte cioè da più componenti (docenti, genitori, studenti). Pur nella ristrettezza dei tempi disponibili, la Commissione può garantire al Consiglio un adeguato momento di approfondimento che dà qualità all’informazione, alla consultazione, al confronto, al processo decisorio.
Il genitore che partecipa alla giunta dovrebbe avere una particolare sensibilità e formazione per portare istanze e proposte dei genitori, per chiedere approfondimenti e documenti su temi complessi, per comunicare gli argomenti in preparazione, per non accontentarsi di un lavoro delegato al Dirigente o alla Segreteria.

Come si diventa Presidente del Consiglio d’Istituto?

Il Presidente è eletto alla prima riunione del Consiglio, mediante votazione segreta, tra i rappresentanti dei genitori membri del Consiglio: i genitori in questo caso sono contemporaneamente elettori e candidati. All’elezione partecipano tutte le altre componenti del Consiglio.
In prima votazione il Presidente è eletto a maggioranza assoluta dei votanti (metà + 1 dei componenti) altrimenti, in seconda votazione, a maggioranza relativa (metà + 1 dei presenti).
Il Consiglio può deliberare di eleggere, con le stesse modalità previste per l’elezione del Presidente,
anche un Vice Presidente che assumerà le attribuzioni del Presidente in caso di sua assenza. In caso
di assenza anche del Vice Presidente, le attribuzioni del Presidente sono esercitate dal Consigliere
genitore più anziano.
Quando il Presidente decade dalla carica, si deve procedere a nuova elezione.

Che cosa fa il Presidente del Consiglio d’Istituto?

Convoca il C.d.I. su richiesta del Dirigente Scolastico, della Giunta Esecutiva, di almeno un terzo dei Consiglieri o di sua iniziativa e a sua discrezione, se la richiesta proviene da meno di un terzo dei Consiglieri. Soltanto la prima convocazione del Consiglio è disposta e presieduta dal Dirigente Scolastico (di solito fino all’elezione del Presidente).
Egli presiede e cura l’ordinato svolgimento delle sedute del Consiglio, affidando ad un membro del
Consiglio – oppure a turno a più membri – le funzioni di Segretario per la redazione dei verbali (da
firmare in un registro a pagine precedentemente numerate).
In caso di votazioni e di delibere con esito di parità, il voto del Presidente vale doppio.
Il Presidente scioglie la seduta in mancanza del numero legale dei Consiglieri; può sospenderla
temporaneamente per esaminare delibere e mozioni. È altresì sua facoltà, dopo aver dato gli
opportuni avvertimenti, allontanare chiunque, nel pubblico (in genere non ce n’è mai), sia causa di
disordine ed eventualmente proseguire la seduta in forma non pubblica.
• Succede spesso che un genitore sia quasi costretto a candidarsi come Presidente di C.d.I. “perché altrimenti non lo fa nessuno”. Una volta eletto, tuttavia, può riscoprire motivazioni, capacità, potenzialità e tutte le altre doti indispensabili per svolgere il suo ruolo: attenzione, competenza, consapevolezza, disponibilità, diplomazia, entusiasmo, sensibilità.
• Ricordate: il Presidente NON È SOLO, e non va lasciato solo.
• Il candidato ideale riesce a far convergere su di sé il voto di tutte le componenti
scolastiche senza ricorrere a forzature o imposizioni: non è certo buona cosa,
infatti, dare l’avvio ad un nuovo C.d.I. partendo da un conflitto.

Qual è il ruolo dei vari componenti del C.d.I.?

• Presidente : conduce la riunione
• Dirigente Scolastico : illustra le proposte della Giunta; rappresenta l’amministrazione
• Studenti, Genitori, Docenti e personale ATA : discutono e formulano proposte delle rispettive componenti

Scadenze importanti e temi particolari

√ programma annuale (revisori per la parte economica; Giunta per la predisposizione della relazione accompagnatoria; componenti per l’analisi qualitativa, in confronto con POF, risorse e priorità)
√ conto consuntivo (revisori per la parte economica; Dirigente e DSGA per la predisposizione della relazione, discussione in Giunta, discussione ed approvazione del Consiglio per confronto qualitativo fra programma previsto e sua realizzazione)
√ linee d’indirizzo per il P.O.F. (rilettura ragionata, eventuale introduzione di modifiche e/o
integrazioni )
√ verifica intermedia programma annuale (il monitoraggio in corso d’anno permette di conoscere lo sviluppo dei progetti)
√ assemblee d’istituto, monte-ore, cogestione, autogestione, attività proposte dagli studenti
√ criteri per l’organizzazione degli interventi didattici, educativi integrativi (IDEI), ossia le attività di recupero, sostegno e potenziamento
√ viaggi e visite di istruzione

Regolamento C.d.I.

Fatto salvo quanto previsto dalla normativa nazionale, ogni istituto può stabilire regole interne per disciplinare le riunioni del C.d.I. Queste regole possono riguardare, ad esempio, le modalità per la convocazione del Consiglio, le variazioni dell’O.d.G. predisposto dalla Giunta, l’inserimento di punti di discussione nelle “varie ed eventuali”, la validità delle sedute e delle deliberazioni, ecc.
Per maggiori dettagli, vedere il Regolamento del Consiglio d’Istituto attualmente in vigore

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PICCOLO VOCABOLARIO

ADOZIONE del P.O.F.: l’adozione è un atto formale, in quanto il P.O.F. viene elaborato e modificato dal Collegio Docenti recependo le istanze e i bisogni formativi della comunità, delle istituzioni, del territorio, delle associazioni, dei genitori e degli studenti. Ciò non toglie che il passaggio in Consiglio determini una responsabilità di Istituto, fornendo l’idea sull’educazione e la formazione che in quella scuola viene offerta, identificando una evidente capacità progettuale oppure di basso profilo, verificando che gli indirizzi generali siano concretizzati.
∗ AUTOFINANZIAMENTO: il C.d.I. ha personalità giuridica, quindi delibera su contratti
pluriennali, adesione a reti di scuole, accordi interistituzionali, accensione di mutui, accettazione
di donazioni, ecc. I fondi necessari per l’attività dell’Istituto provengono da trasferimenti
Ministeriali (spesso scarsi e in ritardo), da altri Enti e dalle famiglie come, ad esempio:
contributi di iscrizione, versamenti per viaggi, attività integrative, ecc. In alcuni casi – e dove
presente – l’Associazione Genitori sostiene iniziative formative e progetti propri o della scuola.
INDIRIZZI GENERALI PER IL P.O.F.: in particolare il C.d.I. individua la mission di Istituto
(ossia gli indirizzi generali, le linee portanti che ispirano l’offerta formativa), stabilisce priorità,
valuta e segnala gli aspetti che necessitano di attenzione. Una rilettura dei criteri ad opera di un
nuovo Consiglio di Istituto può essere opportuna e utile per ricondurre i confronti e le decisioni
alla necessaria visione di istituto ed ai valori che esprime.
PROGRAMMA ANNUALE (ex bilancio) e CONTO CONSUNTIVO: sono vistati dal
Collegio dei Revisori che danno garanzia di correttezza formale. Contiene la parte che definisce
come acquisire risorse (dal Ministero, da altri Enti, dalle famiglie